E se il tempo non esistesse?
Cosa intendiamo quando parliamo di tempo?
In fisica il tempo è una grandezza fondamentale la cui unità di misura è il secondo. Come tutte le grandezze fisiche essa deve essere misurata con degli strumenti che in questo caso sono ovviamente gli orologi.
Per sapere quanto tempo è passato, cioè per misurare il tempo, guardiamo un orologio. La posizione delle lancette misura quanto tempo è passato da un certo istanzte iniziale. Ma come faccio a sapere se il mio orologio misura realmente il tempo “vero” ? Lo posso confrontare con “l’ora esatta” diramata da un centro ufficiale, dove c’è un orologio molto più preciso del mio. Ma ancora: come faccio a essere sicuro che quell’orologio misura il tempo “vero”? Lo confronto con un altro orologio ancora …
E’ chiaro che c’è un problema.
Tutto quello che noi osserviamo sono lancette di orologi, numeri che aumentano, oggetti che si muovono (come il moto apparente del sole nel cielo). Non vediamo mai il “vero tempo”. Vediamo solo che qualcosa si muove o cambia.
Newton, il padre della fisica assieme a Galileo, aveva compreso tutto ciò con grande chiarezza scrivendo che l’esistenza della variabile tempo è solo un’ “ipotesi” che mette ordine nelle nostre osservazioni sui movimenti degli oggetti. In pratica, osserviamo dove si trova un oggetto quando un altro è in un certo luogo (per es. quando le lancette del mio orologio sono in verticale o quando il sole è al tramonto …) e per convenienza immaginiamo una variabile fisica “t” che ordini tutto questo, ma ciò che osserviamo sono solo posizioni di oggetti, non il tempo in sè.
Prendendo sul serio questa osservazione, è chiaro che potremmo fare a meno di parlare di tempo e fare riferimento solo alla posizione del solo o alla posizione delle lancette o a un numero su un display. Scomodo ma possibile.
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