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Un viaggio infinito

La metafora del viaggio è stata fonte di innumerevoli ispirazioni poetiche e narrative.
Da Ulisse a Dante da Gulliver ad Alice la fantasia del narratore ha potuto esprimersi liberamente cogliendo nelle situazioni sempre nuove che i protagonisti incontravano, spunti per raccontare i sogni, le speranze e le paure che da sempre abitano nel cuore dell'uomo.

Ma questo viaggio è diverso da tutti i precedenti. Le sonde Voyager lasciano per sempre il Sistema Solare, inoltrandosi  in un mistero senza confini dove anche l'eroe più audace fremerebbe al solo pensiero.


Sono trascorsi quasi 34 anni dal lancio e le sonde gemelle Voyager 1 e 2 godono ancora di ottima salute. Continuano ad inviare a Terra dati dagli estremi limiti del nostro Sistema Solare prima di entrare nello spazio interstellare da dove il nostro Sole appare come un flebile punto luminoso e la Terra è del tutto invisibile.

(continua...)

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L'uomo e il cosmo

M87 con il suo getto di materia

A sentire certe notizie viene la pelle d'oca e ci fa riflettere a fondo.

E' di oggi la notizia che è stata misurata indirettamente la massa del buco nero che sta al centro della galassia ellittica M87 (nota anche con il nome NGC4486) nella costellazione della Vergine. Da tempo si sapeva che questa galassia conteneva un buco nero massiccio in grado di produrre fenomeni molto energetici soprattutto nella banda radio, ma solo ora si è riusciti ad averne una stima attendibile. Ebbene ... 6.6  MILIARDI  di masse solari! In quel buco nero sono finiti l'equivalente di 6.6 miliardi di Soli!

Il raggio di Schwarzschild di questo buco nero, ossia la minima distanza di non ritorno di un osservatore che avesse il coraggio di avvicinarsi, è pari a 4 volte il  raggio dell'orbita di Nettuno, praticamente più grande di tutto il nostro sistema solare: un vero mostro del cielo!

Dicevo che tutto ciò fa venire i brividi e fa meditare noi piccoli esseri abitanti di uno sperduto granellino di sabbia chiamato Terra che vaga nelle immensità cosmiche. Quanto sembrano insignificanti i nostri problemi e le nostre preoccupazioni se confrontate con la grandiosità di certi scenari cosmici! Eppure ci sono popoli interi che non esitano a fare guerra per un fazzoletto di terra o uomini che non si fanno scrupoli ad uccidere per una manciata d'oro.

Forse guardando il cielo e contemplandone l'immensità capiremmo un po' di più chi siamo e quanto sia stupido sprecare la nostra vita a rincorrere obiettivi del tutto insigificanti.

Per approfondire leggi tutto l'articolo.

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Planck: uno sguardo all'alba dei tempi

Il satellite Planck

Il satellite dell'Agenzia spaziale europea traccerà una mappa della radiazione emessa dal cosmo subito dopo la sua nascita con un dettaglio mai raggiunto prima. 

Scoperta nel 1964, la radiazione cosmica di fondo a microonde (cosmic microwave background, CMB), cioè la prima e più antica "luce" osservabile emessa dall'universo subito dopo la sua nascita, è uno dei pilastri della cosmologia.  Per questa sua importanza, la CMB è stata studiata con strumenti a terra, a bordo di palloni aerostatici e di satelliti come COBE  e WMAP della NASA, che hanno elaborato una mappa dettagliata della CMB. Il satellite Planck dell'Agenzia spaziale europea produrrà una mappa della CMB con dettaglio senza precedenti. I dati di Planck risponderanno a diverse domande fondamentali tra cui il destino dell'universo, la natura della materia oscura e dell'energia oscura.

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Triplicate le stelle del cielo

Osservatorio Keck

Da recenti osservazioni del telescopio Keck situato alle Hawaii è emerso che le galassie ellittiche in realtà contengono da 5 a 10 volte più stelle di quanto ritenuto finora. Ciò implica che il numero totale di stelle dell'universo sia circa tre volte maggiore.

Le galassie più grandi dell'universo sono ellittiche; in questa categoria, inoltre, le più massicce contengono mille miliardi di stelle (la Via Lattea ne comprende 400 miliardi).

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Si può ben dire:    ... e quindi uscimmo a riveder le stelle ...

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ESO: Il pipistrello cosmico

La delicata nebulosa NGC 1788 posta in un angolo buio e spesso trascurato della costellazione di Orione si è ora rivelata in questa nuova ed elegantemente soffusa immagine che l’ESO pubblica oggi. Sebbene questa nube evanescente sia piuttosto isolata dalle stelle più brillanti di Orione, i loro potenti venti e la loro luce hanno avuto un forte impatto sulla nebulosa, determinandone la forma e rendendola la culla di una grande moltitudine di soli appena nati.
Agli osservatori di tutti il mondo è familiare il profilo inconfondibile della costellazione di Orione, “il cacciatore”. Pochi però conoscono la nebulosa NGC 1788, un tesoro tenue e nascosto, distante appena qualche grado dalle stelle della cintura di Orione.

(continua...)