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E se il tempo non esistesse?

 Cosa intendiamo quando parliamo di tempo?

In fisica il tempo è una grandezza fondamentale la cui unità di misura è il secondo. Come tutte le grandezze fisiche essa deve essere misurata con degli strumenti che in questo caso sono ovviamente gli orologi.

Per sapere quanto tempo è passato, cioè per misurare il tempo, guardiamo un orologio. La posizione delle lancette misura quanto tempo è passato da un certo istanzte iniziale. Ma come faccio a sapere se il mio orologio misura realmente il tempo "vero" ? Lo posso confrontare con "l'ora esatta" diramata da un centro ufficiale, dove c'è un orologio molto più preciso del mio. Ma ancora: come faccio a essere sicuro che quell'orologio misura il tempo "vero"? Lo confronto con un altro orologio ancora ...
E' chiaro che c'è un problema.

Tutto quello che noi osserviamo sono lancette di orologi, numeri che aumentano, oggetti che si muovono (come il moto apparente del sole nel cielo). Non vediamo mai il "vero tempo". Vediamo solo che qualcosa si muove o cambia.

Newton, il padre della fisica assieme a Galileo, aveva compreso tutto ciò con grande chiarezza scrivendo che l'esistenza della variabile tempo è solo un' "ipotesi" che mette ordine nelle nostre osservazioni sui movimenti degli oggetti. In pratica, osserviamo dove si trova un oggetto quando un altro è in un certo luogo (per es. quando le lancette del mio orologio sono in verticale o quando il sole è al tramonto ...) e per convenienza immaginiamo una variabile fisica "t" che ordini tutto questo, ma ciò che osserviamo sono solo posizioni di oggetti, non il tempo in sè.

Prendendo sul serio questa osservazione, è chiaro che potremmo fare a meno di parlare di tempo e fare riferimento solo alla posizione del solo o alla posizione delle lancette o a un numero su un display. Scomodo ma possibile.

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Nell'ambito di questa ricerca, si è affacciata un'idea a prima vista vertiginosa: forse il tempo non esiste. L'idea è apparsa per la prima volta nel 1967 in un articolo del fisico americano Bryce DeWitt, scomparso da poco. Combinando relatività generale e meccanica quantistica, DeWitt riuscì a derivare l'abbozzo di un'equazione capace di descrivere le proprietà quantistiche dello spazio, ma nell'equazione è sparita del tutto la variabile t, il tempo. La matematica sembra indicare che per descrivere il mondo a livello elementare, non è necessario usare il tempo. Si potrebbe cioè descrivere il mondo a livello fondamentale dando l'evoluzione delle variabili una rispetto all'altra invece che rispetto al tempo. Facile da capire? No. La concezione usauale del tempo è radicata nella nostra esperienza quotidiana e profondamente sedimentata nella nostra struttura concettuale. Ma difficile non vuol dire impossibile: la difficoltà di cocepire un mondo senza tempo non è poi così diversa dalla difficoltà che hanno avuto i nostri antenati a immaginare una Terra sferica con gli abitanti degli antipodi a testa in giù, dove non c'è più un alto o un basso o un veloce o lento uguale per tutti. Aveva ragione Kant a osservare che tempo e spazio più che essere nella natura sono forme a priori del nostro pensiero che tenta di conoscerle, ma aveva torto a concludere che fossero immutabili: le forme del nostro conoscere crescono e si modificano con la nostra conoscenza. Il tempo, il "fanciullo che gioca e muove le pedine" come lo chiamava Eraclito, non è quel fluire uguale a se stesso che Newton ha posto alla base della sua fisica. Forse il fluire del nostro tempo nasce dalla nostra interazione con il mondo: a un livello di base la nozione di tempo potrebbe non servire. Carlo Rovelli 15 gennaio 2012 Centre de Physique Theorique de Luminy

 

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Meraviglie del VLT

Il 25 Novembre 2011 è stato il 10° anniversario di  "NACO", la prima ottica adattativa ad essere installata sul Very Large Telescope (VLT) dell'ESO (European South Observatory in Cile). La visione acutissima di NACO ha contribuito enormemente alle più importanti scoperte fatte con il VLT.

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Un nuovo anno scolastico

Sorrisi, saluti baci e abbracci.

E' bello rivedersi dopo mesi, sempre gli stessi amici ma sempre diversi.
"Come stai?". "Cosa hai fatto di bello in tutto questo tempo?". "Come sei dimagrito!"

E poi iniziano le lezioni. Alcuni proff li conosciamo già, ma altri ... come saranno? Ci hanno detto che quella di latino è cattivissima! Per non parlare poi di quella di matematica che non dà più di sei allo scritto!

E voi, cosa vi aspettate da questo nuovo anno scolastico? Come vi sembrano le aule e le attrezzature della scuola? L'orario e i mezzi di trasporto sono adeguati? Gli insegnanti sono troppo esigenti o lo sono troppo poco? Che scuola avete in mente?  Cosa cambiereste?

La scuola siamo noi, docenti e studenti che camminiamo insieme per crescere e vivere esperienze nuove e stimolanti
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La stella che non dovrebbe esistere

 

E' composta quasi interamente da idrogeno ed elio, praticamente senza altri elementi chimici, come doveva essere composto l'universo appena uscito dal Big Bang: e' la stella che non dovrebbe esistere, perche' secondo le attuali teorie non avrebbe mai potuto formarsi. La descrive su Nature un gruppo di ricerca con un'importante partecipazione italiana. L'oggetto, una debole stella nella costellazione del Leone, nella Via Lattea, e' stato scoperto grazie al Very Large Telescope dell'Eso.

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La ricetta vincente di Cina e India

Bric. Non è una parola straniera ma l'acronimo di Brasile Russia India e Cina.  Sono questi i vertici del nuovo quadrilatero della crescita economica del pianeta che sta scardinando equilibri che si ritenevano consolidati. E anche la scienza, pur continuando a parlare inglese, lo fa con accenti sempre più marcatamente cinesi, indiani, russi e brasiliani.

Prendiamo per esempio il caso della Cina: 1 milione e 400 mila ricercatori tanti quanti quelli americani in rapido aumento. In un decennio gli investimenti in ricerca sono saliti del 18% l'anno e oggi sei università cinesi e quattro di Hong Kong sono state inserite fra le migliori del mondo.

(continua...)

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Un viaggio infinito

La metafora del viaggio è stata fonte di innumerevoli ispirazioni poetiche e narrative.
Da Ulisse a Dante da Gulliver ad Alice la fantasia del narratore ha potuto esprimersi liberamente cogliendo nelle situazioni sempre nuove che i protagonisti incontravano, spunti per raccontare i sogni, le speranze e le paure che da sempre abitano nel cuore dell'uomo.

Ma questo viaggio è diverso da tutti i precedenti. Le sonde Voyager lasciano per sempre il Sistema Solare, inoltrandosi  in un mistero senza confini dove anche l'eroe più audace fremerebbe al solo pensiero.


Sono trascorsi quasi 34 anni dal lancio e le sonde gemelle Voyager 1 e 2 godono ancora di ottima salute. Continuano ad inviare a Terra dati dagli estremi limiti del nostro Sistema Solare prima di entrare nello spazio interstellare da dove il nostro Sole appare come un flebile punto luminoso e la Terra è del tutto invisibile.

(continua...)